nov 302014
 
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di Franco Amigoni

Ok, non c’è bisogno di partire sempre dai massimi sistemi. Stamattina parto da un film di serie B, peraltro diretto e sceneggiato da una grande di Hollywood. “C’è posta per te”. Ve lo ricordate? Ho rivisto il finale stamattina su sky. Tom Hanks proprietario di una catena di megastore del libro che apre un nuovo punto vendita gigantesco proprio vicino alla libreria tradizionale gestita da Meg Ryan. ”The Shop around the corner”. Ce n’è un altro che parla di librerie, in quel caso il gestore della micro libreria è Hugh Grant. Che incontra casualmente Julia Roberts. Due commedie romantiche. Torniamo al negozio dietro l’angolo. Già in difficoltà, viene fatto fallire dal nuovo gigante della grande distribuzione. Tutti sono d’accordo che è così, anche i due proprietari, che poi ovviamente si innamoreranno.

Ma prima, Meg Ryan fa visita al megastore della Fox (volpe, che nome evocativo), e scopre due cose importanti.
1. i commessi sono degli ignoranti;
2. anche un punto vendita della grande distribuzione può essere caldo e accogliente, può avere un’anima. E le persone ci vanno molto volentieri. 

Una precisazione importante: correva l’anno 1998, quindi Amazon era ancora neonata (è stata fondata nel 1994) e in italia non esisteva proprio. Quindi niente commercio elettronico. Internet era molto presente, ma solo come intermediario delle mail tra i due protagonisti. Eravamo prima dell’era social.

Meg Ryan e i suoi colleghi fanno di tutto per resistere alla concorrenza, organizzano raccolte fondi, feste, conferenze stampa di protesta, ma non c’è niente da fare. Alla fine Meg Ryan andrà a lavorare da un editore importante come esperta di libri per bambini, e si metterà con il magnate della carta stampata. Titoli di coda. Diciamo che il finale è meno istruttivo della prima parte.

La domanda che mi è stata fatta anche ieri pomeriggio da un commerciante di Fidenza è: come si fa ad animare il centro storico, e implicitamente far coesistere negozi di piccole dimensioni, grande distribuzione e commercio elettronico? Cosa può fare il Comune per noi? Oggi fa troppo poco, quasi niente. Come si fa a elevare lo status di tutti i negozi dietro l’angolo in modo che diano le risposte che i cittadini e gli ospiti cercano?

Io gli ho dato una prima risposta da “consumatore”: io non vengo da te perchè in piazza c’è la giostra, o perchè ci sono delle belle luminarie. Vengo da te perchè hai della roba di alta qualità, che ti distingue. Poi naturalmente il fatto che lo spazio pubblico sia ben attrezzato, accogliente e caldo, non solo durante le feste, è un importantissimo corollario.
Ma è la qualità dell’offerta che fa la differenza, l’anima di un luogo.

Il Genius Loci deve pervadere sia lo spazio pubblico che lo spazio privato, ma lo spazio privato non può attribuire al pubblico un ruolo trainante sul mercato che non può avere, soprattutto a livello di un piccolo paese.

Si, ma Meg Ryan, che era bravissima e aveva una offerta super specializzata, è fallita lo stesso.
Vero.

Purtroppo oggi tutti, i commercianti ma anche i professionisti, sono  in difficoltà. E spendere soldi pubblici per sperimentare soluzioni di rivitalizzazione significa anche, in parte, che quei soldi non daranno sempre i risultati attesi. Il “moltiplicatore” economico, il volano dell’economia urbana è lento e difettoso in questo momento. Ma da noi c’è una grande differenza rispetto ai luoghi di “C’è posta per te”. Qui l’anima pubblica è forse polverosa, ma ben presente ovunque. E i centri storici ritroveranno nei prossimi anni un nuovo assetto, mentre molta grande distribuzione periferica si avvierà al declino. Il mondo cambia sempre. Regole e progetti del pubblico possono aiutarlo a cambiare in meglio.

- leggi anche: “La destra, la sinistra, tutto ed il contrario di tutto” di Marco Gallicani

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set 102014
 
Imposte case: Tasi e Imu

L’altroieri sera c’è stato il primo Consiglio Comunale dopo la pausa del mese di agosto. Si è iniziato alle 18 e si sono conclusi i primi sette punti all’ODG verso le 12 e mezza. Si riprende mercoledì sera alle ore 20,30 per svolgere gli altri punti previsti.
Il tema più caldo della serata, già di per sè torrida, è stato quello relativo alle tasse: regolamento dell’Imposta Unica Comunale (IUC), aliquote e detrazioni Imposta Municipale Propria (I.M.U.), aliquote e detrazioni Tributo sui servizi indivisibili (TA.SI.).

La scelta dell’Amministrazione è stata molto semplice e chiara: applicare una TASI in grado di ripristinare l’equilibrio dei conti comunali dopo una stagione piuttosto approssimativa da questo punto di vista. Le sole transazioni con San Donnino Multiservizi, Fidenza Sport e Forma Futuro (della quale, lo ricordo, abbiamo nelle scorse settimane sostituito il CdA), assieme ad alcune altre poste relative a contenziosi o a spese superiori al budget previsto (anche queste fuori bilancio) hanno condotto a maggiori oneri per circa mezzo milione di euro.
In totale, comprese altre voci (mutui, fondo svalutazione crediti, ecc.) e assieme ai circa 3milioni che l’anno passato lo Stato ha girato al Comune di Fidenza in sostituzione dell’IMU e che quest’anno non arriveranno, la “manovra” locale doveva recuperare circa 4.4 milioni di euro, pur tagliando e riordinando nel frattempo le spese.

Ci siamo riusciti fissando una aliquota base di TASI all’1,5 per mille, una aliquota abitazione principale al 2,5 per mille (l’intervallo possibile per quest’anno andava dall’1 per mille al 3,3 per mille) e una aliquota fabbricati rurali ad uso strumentale all’1 per mille.

Diverse tipologie specifiche, ma ne cito soltanto due:
1. fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, ma non ancora venduti o locati: esenzione
2. abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture protette: esenzione.

Infine, per rendite catastali inferiori a 400 euro, detrazione del tributo di 80 euro.

I due casi citati si spiegano da sè, ma forse vale la pena spendere una parola sul primo: far pagare la TASI a chi non sta ottenendo, o non ha ottenuto ancora alcun ricavo dalla propria attività è come far pagare il bollo ad una macchina ancora in concessionaria. E stiamo parlando del settore più in crisi nel nostro paese, l’edilizia.

La minoranza, dopo avere richiesto maggiore attenzione e sollecitudine nella cura del verde pubblico, ha ritenuto di votare contro a tutti i temi citati, sostenendo genericamente che “un altro mondo è possibile” e proponendo meno tasse per tutti. Non sono state proposte misure di taglio delle spese che potessero garantire tale velleità, oppure sono state proposte le seguenti: 1) illuminare meno la città di notte; 2) tagliare meno frequentemente l’erba (ma la premessa non era quella di tagliarla di più?!?). Per avere una città buia e in disordine. Alla faccia della lungimiranza.

Qui nel pdf allegato c’è qualche simulazione. Dateci un’occhiata