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mag 212024
 
Patrick è libero

Abbiamo immaginato molto spesso che accadesse quanto sta accadendo e il fatto che Patrick sia qui mi rende, ci rende come fidentini pieni di una felicità enorme. E quindi lo abbracciamo con tanta forza.

11052024-DSC09681Questa non è solo una felicità legata a quanto accaduto a Patrick, evidentemente, ma anche perchè per una volta i nostri sforzi hanno funzionato e non staremo qui a capirne i motivi, ma ci berremo con felicità questo bicchiere di gioia e di soddisfazione.

Non accade spesso, con Giulio Regeni non accadde, con molti e molte altre in giro per il mondo non funziona, ma vivaddio non abbiamo mai smesso di crederci e di provarci e questa volta è accaduto che il rispetto per i diritti umani ci ha spinto a manifestare, a formalizzare richieste, a parlare con gli amici e le parenti di quanto accadeva e ha funzionato. E questo ci ha reso persone migliori.

Patrick Zaky è stato arrestato il 7 febbraio 2020 al Cairo dai servizi segreti egiziani dopo una breve vacanza dagli studi bolognesi. Patrick è stato sequestrato per 24 ore (le peggiori dirà) e poi interrogato, minacciato, picchiato e torturato, sottoposto ad elettroshock e poi trasferito in un carcere riservato ai prigionieri politici e detenuto fino all’8 dicembre 2021 con l’accusa di “aver pubblicato su Facebook false voci e false notizie che mirano a turbare la pace”. Così, se vi chiedete quante volte avreste potuto essere fermati per cose simili…

La scrittrice e attivista americana Alice Walker disse un tempo che «il motivo principale che spinge le persone a rinunciare al proprio potere è pensare di non averne alcuno». Aver parlato di Zaky averne chiesto la liberazione, aver manifestato a suo favore pur se in periodo ancora pandemico, aver chiesto la libertà per lui e per i tanti e le tante che come lui subiscono la violazione del cuore stesso del rapporto con lo Stato, la difesa dei diritti umani, persino l’aver temuto che a lui accadesse quanto accadde a Giulio Regeni, ecco tutto questo ha dimostrato che il peggior incubo che possa capitarci come cittadini di un paese libero è quello di  diventare silenziosi sulle cose che contano.

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mag 212024
 
davidesindaco

Viviamo un’epoca di grandi cambiamenti e di sfide complesse. La qualità della vita, la sostenibilità ambientale, il benessere individuale, la crescita economica e demografica, e una sanità in grado di rispondere con forza ai bisogni del singolo cittadino sono le caratteristiche principali di una città proiettata nel futuro.

Davide Malvisi è il candidato Sindaco di un’ampia coalizione di cui il Partito Democratico è perno di equilibrio.

Scopri il programma di coalizione su davidemalvisi.it

Qui il certificato del casellario di Davide

Qui il suo Curriculum vitae

 

 Posted by at 12:05
mar 042024
 
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“Bologna è una sfera di quelle bellissime con la neve dentro, molti sostengono che andrebbe accarezzata, io preferisco scuoterla”.

Sabato 24 febbraio 2024 abbiamo aperto la campagna elettorale del Partito Democratico per le amministrative del giugno prossimo con Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, un appuntamento che conclude il gran lavoro di rielaborazione collettiva del programma e lancia l’ultima fase della campagna elettorale, quella dove gli ideali devono incontrare il consenso di chi vota.

Mi è stato chiesto di introdurre il dibattito e mi sono preso la libertà di fare qualche riflessione sulla politica locale italiana in un parallelo tra una città metropolitana come Bologna ed una piccola città come Fidenza.

Si può fare i sindaci in tanti modi, privilegiando l’attività amministrativa o quella puramente simbolica, organizzando convegni o pulendo le strade. La stragrande maggioranza dei Sindaci italiani governa città così piccole che il loro mestiere si risolve nell’organizzare il geometra e il ragioniere del Comune, eletti in posti così distanti dai centri di offerta di servizi essenziali che solo se ci si vive si può capire perchè sono soggetti a spopolamento.
L’Italia non è fatta da Bologna, Milano, Torino, Roma.. ma da Gaggio Montano, Berceto, Monzuno, Fidenza… ma l’arte della politica nasce dalla cultura, non dalla tecnologia, dalla capacità di organizzare ed elevare a migliori sorti coloro che senza politica risolverebbero i conflitti con la forza.

Se ci pensate la cultura del vivere insieme si è modificata molte volte: si fumava nei cinema, nei ristoranti, negli uffici, perfino sugli aerei, si andava in moto senza casco, non si usava la cintura e la raccolta differenziata sembrava impensabile. Poi tutto cambia e la sola idea che prima si facesse quello a cui eravamo abituati ci appare al limite dell’eresia. Questa è la visione.

Sono d’accordo con chi dice che la politica di centro-sinistra può rinascere dai Sindaci, ma non tanto per la sua atavica famedi leadership, quanto al contrario perché nella dimensione locale si possono intercettare i bisogni degli ultimi per tutelarli, per farli crescere dentro un contesto sempre più grande e trasformare le debolezze in punti di forza.
Sviluppare una visione che parta dal basso e farla diventare una missione.

Diceva il filosofo Max Weber che “è confermato da tutta l’esperienza storica che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si tentasse sempre l’impossibile” Decidere di limitare la velocità di una strada, chiuderne al traffico un’altra, organizzare una cerimonia per il riconoscimento della cittadinanza onoraria ad un bimbo nato da genitori immigrati dal nord Africa, ampliare il sostegno ad una mensa della Caritas o ad un provvedimento regionale sui centri estivi, concedere una stanza del patrimonio pubblico ad una specifica associazione, permettere o negare l’insediamento di un quartiere commerciale o artigianale, sono tutti gesti amministrativi che sono animati da una visione politica che ha un enorme potere narrativo. La magia della politica amministrativa stia nel risolvere i problemi, o comunque nel cercare di farlo negando la sua natura di corpo immobile ed immutabile, perchè una città cambia e muta, dipende da come è governata, da come viene vissuta.

Fidenza nel suo piccolo e grazie alla sua posizione è oggetto di migrazione interna da anni, che venga dalla bassa, dall’appennino o dal sud Italia poco importa, è nella sua natura essere fertile, non potrebbe essere diversamente, scossa com’è da continui stimoli di rinnovamento. Allo stesso tempo il suo benessere, che oggi sta sul crinale di un salto generazionale difficilissimo da gestire, ha prodotto una popolazione agiata e sempre più anziana. Ciò significa che anche a Fidenza gli abitanti di una certa esperienza calano e significa che il domani non lo si costruisce domani, ma oggi, i problemi che avremo tra vent’anni si devono affrontare ed eventualmente risolvere o correggere adesso.

Anche nelle nostre città democratiche il divario tra i più ricchi e tutti gli altri si sta ampliando, e i cambiamenti demografici e climatici stanno creando sfide praticamente per chiunque.

La politica che ci piace deve sostenere di più i lavoratori, non di meno, e affrontare i fattori che rendono il lavoro troppo insicuro, deve costruire una rete di sicurezza più forte perchè la tecnologia riduce il numero di ore di lavoro necessarie e nel tempo che lasciano libero le persone devono trovare nuovi scopi senza perdere reddito, deve ragionare su nuove leve fiscali perchè queste riforme si pagano con tasse e le tariffe proporzionali al reddito e alla ricchezza. E soprattutto deve saper cogliere la sfida della crescita sostenibile: se improvvisamente e magicamente tutti avessero tutto quello che hanno i pochissimi il pianeta morirebbe il giorno dopo perchè la nostra economia cerca di crescere infinitamente in un mondo a risorse finite.

Per fare questi passaggi la politica ha bisogno di tornare ad essere collettiva, organizzata da corpi intermedi che si dedicano alla produzione e alla trasmissione di contenuti e metodi, gruppi di persone che prendono parte.

dal blog di Marco Gallicani

mag 022021
 
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di MariaPia Bariggi

“A me pare che il mondo resti fermo. La storia di un Primo Maggio”

E’ il titolo di un libro, curato da Galante Teo Oliva, uscito nel 2017 che ha come focus il territorio del salernitano, Nocera, anzi dell’agro nocerino.

Nocera, fulcro dell’industria conserviera, condizioni terribili per le lavoratrici instancabili, “Le monache rosse” . A Nocera, nel nostro Sud, come in tanti altri luoghi accomunati dalla necessità di lavoro e poi dallo sfruttamento. Nord, Centro, Sud d’Italia, allora come ora che dal 1970, celebrano il Primo Maggio unitariamente alle tre Organizzazioni Sindacali

ViVa il Primo Maggio e ViVa lo Statuto del Lavoratori, la legge n. 300 del 20 maggio 1970. Anno importante il 1970.
E ora? I temi, i termini, gli slogan, la situazione sociale ed economica è la stessa, relativamente ai Diritti dei Lavoratori? L’emergenza pandemica che ha colpito il nostro paese ha chiesto ai cittadini uno sforzo senza precedenti e le misure adottate hanno aperto uno SCENARIO INEDITO incidendo sulla vita delle persone in termini di situazione economica e lavorativa. In questo cambiamento, perché per i lavoratori il mondo non resti fermo, occorre ribadire quelle istanze sociali che sono scolpite nella nostra Costituzione: Solidarietà, Uguaglianza, Tutela del bene primario della salute , protezione dei lavoratori e dei cittadini più deboli.

Fronteggiare l’emergenza e riprogettare un futuro che abbia al centro la dignità delle persone, nelle sue declinazioni, prima fra tutte quella de “persona lavoratrice”.
Nessuno si salva da solo
a) FRONTEGGIARE L’EMERGENZA: molti gli argomenti trattati e le problematiche da affrontare
• Normativa emergenziale e diritti fondamentali
• Sicurezza del lavoro e nuovi rischi
• Diritto di sciopero e tutela della salute durante l’emergenza
• Il lavoro agile
• Emergenza Covid e blocco dei licenziamenti

b) RIPROGETTARE IL FUTURO: “Un mercato del lavoro difficile come si trova, anzi si legge in “Generazione mille euro”, finestra sul precariato e guida alle cento professioni più nuove e più richieste: il community manager, il buyer, l’industrial manager, l’ head hunter (cacciatore di talenti) professioni “verdi”, ma anche mestieri “antichi” che si rinnovano.

La transazione va gestita perché interi settori hanno perso occupati, perché occorre difendere il lavoro esistente incentivando l’innovazione, sempre impegnandosi ad aggiornare le competenze degli altri e nostre.

feb 012021
 
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La famiglia del Belgorod che lo salvò nel 1942 al fronte si è messa in contatto con l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca. Dopo nove mesi di ricerche, il 4 febbraio parlerà per la prima volta con gli eredi del militare italiano

Mario Gorreri ha da poco compiuto 30 anni quando, nell’estate del 1942, viene  mandato sul fronte russo assieme a centinaia di migliaia di altri italiani a combattere una guerra decisa a tavolino dal dittatore Benito Mussolini. Gorreri è un fidentino appassionato di motori, che della Russia non sa niente. È un autiere esperto, capace di guidare per ore e ore nell’immensa pianura orientale seduto nella cabina di un camion carico di rifornimenti per i soldati dell’Armata Italiana in Russia. Viaggio dopo viaggio nel cassone del suo mezzo pesante trovano posto armi, ricambi, cibo, uomini. La propaganda fascista dice che in Russia è in gioco il futuro
dell’Europa, che la belva bolscevica sta per essere annientata e che l’Italia deve dare il proprio contributo allo sforzo tedesco. Dice anche che tutto finirà bene e che in pochi mesi la campagna orientale si concluderà con una vittoria clamorosa. Nella polvere e nel fango delle immense pianure russe, a 3.000 km di distanza da Fidenza, Mario non immagina che un suo piccolo gesto di riconoscenza, 79 anni dopo quella tragica guerra, servirà a unire Italia e Russia, Fidenza e Mosca. A legare la sua famiglia fidentina con la famiglia russa che lo ha aiutato in circostanze drammatiche.

Il 21 maggio 2020 sulla scrivania del Sindaco di Fidenza Andrea Massari c’è una lettera che arriva da Mosca. L’ha inviata l’Istituto Italiano di Cultura della Federazione Russa. Si domandano al Sindaco informazioni sul
soldato Mario Gorreri. Di lui non si sa nient’altro che la data di nascita, il reparto d’appartenenza e il nome di Fidenza inciso, assieme agli altri dati, su un gavettino militare che sembra uscito dalle nebbie della storia. Un
povero pezzo di alluminio che la famiglia Gavrik di Belgorod conserva da quando le fu donato proprio da Mario, in segno di gratitudine per essere stato sfamato nei giorni più neri della sua avventura di soldato in Russia.

Nella lettera si dice anche che la famiglia Gavrik vorrebbe conoscere quale sia stato il destino di Mario, e magari incontrare i suoi familiari per restituire loro quel pegno di gratitudine.
Dagli archivi comunali emerge un primo pezzo della storia: Mario è tornato sano e salvo dalla Russia, ma per ciò che riguarda il resto è buio pesto.
Il contributo essenziale alle ricerche arriva dall’Associazione Nazionale Alpini di Parma, con il presidente Roberto Cacialli, e dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, cui Mario era iscritto dal 1946.
Dal ruolino militare si apprende che è stato di leva nel ‘35 e poi richiamato nel novembre del ‘40. Sul fronte russo dal 15 luglio del 1942 al 30 novembre dello stesso anno. Pochi giorni prima che il settore italiano fosse sfondato, portando all'isolamento della sesta armata tedesca a Stalingrado. Mario è stato molto fortunato a lasciare la Russia prima della tragedia della ritirata, costata circa 84 mila soldati italiani tra morti, prigionieri e dispersi.

 Posted by at 11:42
dic 162020
 
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E’ uscito il nuovo numero della rivista semestrale “Via Francigena and the European Cultural Routes”, strumento editoriale ufficiale di Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) pubblicato in
versione trilingue (inglese-francese-italiano).

La presentazione è avvenuta venerdì 11 dicembre in diretta sui canali social della Via Francigena con un intervento dell’assessore Maria Pia Bariggi alla presenza di ospiti su scala nazionale, del mondo pubblico e
privato.

Si tratta di un numero importante che apre alle celebrazioni dei 20 anni di AEVF che dal 7 aprile 2001 ha la sua sede a Fidenza e mette in rete territori, istituzioni, associazioni, operatori e tantissimi appassionati, tutti
uniti dalla passione per la Via. Il cinquantesimo numero è ricco di approfondimenti e di spunti che invogliano a mettersi in viaggio. Al centro della pubblicazione c’è Fidenza con il suo territorio, grazie ad uno speciale ricco di approfondimenti, curiosità e la presentazione di nuovi itinerari ciclo-pedonali. Vengono presentati proprio gli itinerari tematici ai quali sta lavorando l’amministrazione comunale e che sono stati co-finanziati da Destinazione Turistica Emilia: Le terre del Maestro Verdi, Andar per rocche nella bassa, Chiaravalle della Colomba, Cogolonchio ride, Lo Stirone tra Fornio e Alseno, Monte Manulo e Santa Margherita, Ciclovia dello Stirone, Trekking Urbano in Fidenza, Percorso Natura Siccomonte, I Boschi di Fornio.

E’ in corso di perfezionamento la parte grafica con le mappe e le descrizioni che presentano i singoli itinerari, l’inserimento delle tracce sul sito web, la realizzazione di materiale cartaceo bilingue, un supporto fotografico
e video al progetto.

L’assessore Bariggi ricorda che “Fidenza si trova al centro di un itinerario europeo prestigioso, quello della Via Francigena, percorso sul quale transitano già oggi numerosi pellegrini e viandanti provenienti da tutto il
mondo. Si tratta di un turismo qualificato, attento al territorio ed alla sua sostenibilità, ambiente e patrimonio culturale, tradizioni locali. Ad esso si affiancano i sentieri e percorsi che si snodano sulle colline lungo i tratti del nostro territorio. Fidenza vuole puntare con sempre maggiore convinzione a incrementare il turismo outdoor con particolare riferimento a quello escursionistico e ciclabile. Esso rappresenta per Fidenza un segmento sul quale l’amministrazione comunale sta investendo risorse e si inserisce, tra l’altro, all’interno di una progettualità strategica pluriennale che prevede anche il collegamento ciclopedonale tra centro storico e Fidenza Village, motore dell’economia di un intero territorio.”

La copia cartacea dello speciale sarà disponibile da lunedì 21 dicembre presso l’ufficio IAT. Il numero da collezione è già scaricabile anche dal sito www.rivistaviafrancigena

nov 202020
 
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La mattina del 7 febbraio 2020 agenti dell’Agenzia di sicurezza nazionale egiziana hanno arrestato Patrick George Zaki, in attesa di indagini per accuse tra cui figuravano “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. Da allora il ventisettenne, che in Italia frequentava un master dell’Università degli Studi di Bologna, è detenuto preventivamente nel carcere di carcere di Tora al Cairo.

Da giovedì mattina uno striscione che inneggia alla scarcerazione del giovane egiziano, realizzato in collaborazione con la sezione fidentina di Amnesty International, campeggia da uno dei balconi degli Ex Licei che si affacciano su piazza Matteotti.

L’iniziativa rappresenta il primo degli impegni assunti dal Consiglio Comunale di Fidenza che nel corso della seduta del 10 settembre 2020 ha approvato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Marco Gallicani già a partire dal 17 febbraio con l’obiettivo di alzare l’attenzione della nostra Comunità sui diritti negati di Patrick Zaki e invitare il Sindaco a entrare in contatto con tutte le sedi opportune, non ultima l’ambasciata Egiziana
a Roma.

“A nome di Amnesty gruppo di Fidenza ma anche di tutta la sezione italiana – ha spiegato Nelly Bocchi - io ringrazio il Comune di Fidenza per questo striscione che è stato apposto
in un luogo di cultura e vi ringrazio con le parole della sorella di Zaki: “Grazie per tutto quanto che state facendo, voglio dirvi che Patrik ha bisogno di tutto il vostro sostegno per tornare libero. Continuate a condividere informazioni e ad aiutarlo in modo che possa uscire dal carcere e tornare a seguire il suo Master”. Questo striscione ricorda a tutti che la cosa da mettere al primo posto è il rispetto dei diritti umani per tutti e per tutte”.

Per Maria Pia Bariggi, assessore alla Cultura, “Zaki è stato messo in prigione con accuse per le quali ad oggi non sono state esibite prove di alcun tipo. Per lui e per tutti coloro che combattono per una democrazia p partecipata e rispettosa dei diritti di ciascuno il Comune di Fidenza ha scelto di esporsi con questo manifesto”.

“Parliamo di Zaki – ha concluso il consigliere Marco Gallicani – per parlare di tutte le vittime di una deformazione del contratto non scritto che sta alla base della nostra convivenza, e cioè che l'autorità serve per proteggere e non per sottomettere. Non è evidentemente un problema soltanto di Patrik e quindi parliamo di lui per parlare in realtà di noi e di come noi interpretiamo questo contratto, con responsabilità, con tutta la
capacità che abbiamo di dare contenuto alle parole della Costituzione. Quindi in ultima analisi parliamo di diritti ma anche per parlare di doveri”.

nov 042020
 
SCHEDA RILANCIO IMPRESA

“Lo avevamo promesso e lo stiamo mantenendo con grande impegno di tutta l'amministrazione comunale perché quando diciamo che uniti si vince ci crediamo sul serio: siamo una Comunità di 27.000 abitanti, eppure la forza dei conti in ordine ci ha permesso fin qui di liberare 2.5 milioni di euro per famiglie e imprese”. Così il Sindaco di Fidenza Andrea Massari presenta, insieme all’Assessore allo Sviluppo Economico Franco Amigoni, “Rilancio Impresa”, il terzo dei cinque bandi per i quali ad agosto sono stati stanziati in tutto ben 300 mila euro con l’obiettivo di andare a sostenere le imprese che maggiormente sono state danneggiate dalla pandemia in atto.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DA 2 A 6 MILA EURO
Il nuovo bando destina contributi a fondo perduto per quelle imprese di Fidenza che hanno sostenuto spese per l'acquisto o il noleggio di attrezzature finalizzate all’approntamento e la riorganizzazione dei propri spazi in funzione delle misure in materia di distanziamento sociale. Inclusi anche gli investimenti in soluzioni innovative per la digitalizzazione delle imprese o per l’avvio ed il mantenimento di attività di commercio elettronico. Il contributo massimo erogabile sarà pari al 50% delle spese documentate, pagate e rendicontate nel periodo che va dall’8 marzo al 23 novembre 2020, per un importo massimo pari a 4.000 euro per investimenti sugli arredi interni ed esterni e 2.000 euro per quelli per la digitalizzazione e l’e-commerce.

CHI PUO’ PRESENTARE DOMANDA
Possono presentare domanda per l’assegnazione del contributo attività che vanno da esercizi di vicinato per il commercio a Pubblici esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ivi compresi i circoli e la somministrazione annessa ad altra attività. Ammesse anche le rivendite di quotidiani e periodici, farmacie e parafarmacie, tabaccherie, attività artigianali di servizio, palestre, imprese funebri, agenzie di viaggio ed infine attività alberghiere ed extralberghiere, compresi gli agriturismi.

L’ASSESSORE AMIGONI: “CONTRIBUTI ANCHE PER CIRCOLI E ARITIGIANI”
“Quello che presentiamo oggi – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Franco Amigoni – è un bando molto atteso dalle nostre imprese. Nel predisporlo abbiamo cercato di raggiungere tutti senza lasciare indietro nessuno, al punto che il nostro bando è rivolto anche ai Circoli ed altre attività artigianali che invece il Decreto Ristori del Governo lascia scoperte. Il tutto per ribadire e rafforzare un concetto fondamentale: siamo una Comunità e questa pandemia dobbiamo superarla tutti insieme”.

IL BANDO SCADE IL 7 DICEMBRE PROSSIMO
La domanda di contributo dovrà essere presentata dal titolare/legale rappresentante dell’impresa esclusivamente, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo pec del Comune di Fidenza suaper@postacert.comune.fidenza.pr.it entro il termine ultimo delle ore 12 del 7 dicembre 2020. Il testo del bando con il facsimile della domanda è scaricabile dal sito del comune di Fidenza. Informazioni e chiarimenti potranno essere richiesti all’indirizzo mail: commercio@comune.fidenza.pr.it.

set 142020
 
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Mai come quest’anno andare a scuola con il Pedibus può essere utile e conveniente.

Riattivato due anni fa, questo servizio completamente gratuito – che permette ai bimbi delle elementari di raggiungere le loro scuole camminando sotto la sorveglianza degli accompagnatori e della Polizia locale – ha visto crescere i suoi iscritti, superando il centinaio di adesioni. “Un bellissimo risultato per il quale voglio ringraziare le famiglie che hanno lavorato insieme al Comune, senza le quali oggi non saremmo qui. Le famiglie, il nostro ufficio Scuola e i Dirigenti Lorenza Pellegrini (Direzione Didattica) e Ferdinando Crespi (Istituto Comprensivo), che come noi credono fortemente in questo strumento così semplice e così rivoluzionario”, commenta il Sindaco Andrea Massari.

PEDIBUS, IL SERVIZIO PIU’ SICURO CHE C’È
Per l’anno scolastico 2020/2021 il Pedibus si ripresenta con le utilità di sempre e con un vantaggio che vale la pena considerare, nel periodo in cui la protezione sanitaria è essenziale: con il Pedibus si “viaggia” all’aria aperta e perfettamente distanziati, quindi con il top della sicurezza. Ma cosa ha conquistato fin qui tantissime famiglie? “Il Pedibus è gratuito, fa bene alla salute, è uno strumento educativo perché aiuta a crescere insieme, sviluppa l’autonomia e pure la conoscenza del codice della strada – spiega l’Assessore alla Scuola, Stefano Boselli –. Fa bene alla cultura dei bimbi, dato che camminando possono scoprire tanto su Fidenza e fa bene all’ambiente. Benissimo.
Non si usano le auto, niente resse per scaricare i figli a scuola, niente auto incolonnate con il motore acceso”.

COME FUNZIONA IL PEDIBUS
E’ attivo tutti i giorni (dal lunedì al venerdì), solo all’andata. Per quest’anno scolastico inizierà da martedì 15 settembre. Si parte ogni mattina alle 7.30 e la distanza massima che i bimbi percorreranno è di 1 km. E’ come una metropolitana chicchissima: ogni linea ha il suo nome, in questo caso quello di un simpatico animale (linea Donnole, linea Elefanti ecc.). E i percorsi sono sicuri perché studiati insieme alla Polizia Locale e definiti in base agli iscritti. I bimbi riceveranno una pettorina colorata e una mantellina antipioggia.

DIMMI IN CHE SCUOLA VAI, TI DIRÒ CHE PEDIBUS SEI
Possono iscriversi al Pedibus i bimbi che frequentano le scuole elementari De Amicis, Ongaro, Canossa, Collodi (all’ex Solari) e la scuola dell’infanzia “C. Battisti” (alla Battisti il Pedibus c’è solo il
mercoledì)

TUTTI ASSICURATI, NO PROBLEM
VOLONTARI, VI ASPETTIAMO!
I bimbi che vanno a scuola con il Pedibus sono sorvegliati dagli accompagnatori. Chi sono? Sono
mamme, papà, nonni… insomma, volontari che dedicano una briciola del loro tempo libero (un’oretta
a settimana) per guardare i bimbi che si incamminano a scuola, seguirli, aiutarli ad attraversare ecc.
Come ogni anno, insieme agli accompagnatori ci saranno gli agenti della Polizia Locale. Per
insegnare ai bimbi i trucchi della sicurezza stradale e per controllare, specie all’inizio dell’anno, che
sia davvero una bella esperienza.
Più saranno numerosi gli accompagnatori, più saranno i bimbi che potranno usare il Pedibus.
Diventare volontaria/o è semplicissimo, basta scrivere una mail a mamma Paola:
paola.serventi@gmail.com
Ogni studente gode di una copertura assicurativa, prevista dalla polizza assicurativa sottoscritta dalla
scuola di appartenenza. I volontari accompagnatori sono coperti anch’essi da una polizza assicurativa
RCT e infortuni con oneri a carico del Comune di Fidenza.
COME CI SI ISCRIVE
Il Pedibus è gratis e iscriversi è un gioco da ragazzi. Si fa tutto online sul sito del Comune: basta
andare su www.comune.fidenza.pr.it e in home page (nella sezione utilità) si trova il link per la
domanda. Non occorre stampare e scansionare alcunché.
Solo una raccomandazione! Le iscrizioni saranno accolte fino alla scadenza del 30 settembre.

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“Vi do il benvenuto a Fidenza e in questo Ospedale che è stato e continua ad essere il nostro scudo contro la violenza portata dall’emergenza covid”.
Così il vice sindaco Davide Malvisi ha accolto questa mattina la Giunta regionale, guidata da Stefano Bonaccini, in visita a Vaio nell’ambito di un tour che ha fatto e farà tappa nelle aree più colpite dalla pandemia.
Nel fare gli onori di casa il Vice Sindaco ha toccato i temi principali che interessano lo sviluppo del presidio sanitario fidentino ma ha anche dato conto della reazione messa in campo dalle istituzioni locali per garantire la tenuta della Comunità e un lento ritorno alla normalità.

“Qui a Vaio lavorano persone straordinarie – ha dichiarato -. Quando ogni aggettivo è già stato speso, uso la parola “persone” perché mi sembra la più calda e quanto di più simile ad un abbraccio per tutti coloro che da medici, infermieri, volontari, addetti alle igienizzazioni hanno lavorato senza sosta per proteggere. Ma accanto a queste persone straordinarie c’è anche il nostro Ospedale, una realtà sulla quale dobbiamo continuare ad investire, con il potenziamento della camera iperbarica e l’arrivo del robot ortopedico. Abbiamo idee e progetti perché questo ospedale continui a crescere e a potenziare la sua offerta, con la costruzione di una nuova ala per la chirurgia ambulatoriale o i nuovi spazi per la salute mentale territoriale”.

Venendo al tema dell’impegno attuale dell’Amministrazione comunale a favore dei fidentini Malvisi ha ricordato come con il diffondersi del Covid “Abbiamo dovuto cambiare piani e programmi, fermare un treno in corsa e ricollocarlo su un binario nuovo e ricco di incognite; ma questa terra di 27.000 abitanti che a suon di volontari e di donazioni ha moltiplicato gli effetti della prima rete di protezione, ora ha liberato più di 2.7 milioni di euro non solo per difendere famiglie, imprese e associazioni ma per passare all’attacco. Quello che oggi vi chiedo e vi chiediamo, in previsione di un autunno segnato dall’emergenza sanitaria, dal rischio licenziamenti e dalla prova generale della ripartenza scolastica, è di tenere ancora di più il timone a dritta, aiutandoci a canalizzare tutte le energie disponibili sulle famiglie, sulle imprese, sulla sanità e sul terzo settore che protegge”.

“Grazie a Davide Malvisi e grazie ad Andrea Massari che è in ferie ma è come se fosse qui con noi, visto che chiama sempre, anche la notte”. Ha detto scherzosamente il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in apertura del suo intervento. “In questi mesi – ha proseguito – noi siamo stati in contatto costantemente con Andrea e con voi perché qui c’era una delle zone più colpite. A Piacenza e Parma ci sono stati circa il 40% dei decessi di tutta l’Emilia Romagna e qui è stato fatto un lavoro gigantesco per il quale, a nome dell'intera comunità emiliano romagnola, vi dico grazie”.
“Io spero – ha incalzato – di non trovare più nessuno che mi venga a dire che dobbiamo privatizzare la sanità pubblica. Noi abbiamo un rapporto eccellente con il privato, che anche in questo territorio ha delle punte di eccellenza importantissime, ma un grande paese civile, democratico e moderno deve avere un grande sistema sanitario come pilastro a tutela di tutti i cittadini”.

In riferimento ai progetti per lo sviluppo della sanità pubblica poi il presidente Bonaccini non ha fatto mistero di guardare con interesse al Mes. “All’Emilia Romagna arriverebbero tra i 2 e i 3 miliardi di euro da investire, insieme a voi, per lo sviluppo dei territori, di infrastrutture essenziali come ad esempio le case della salute, l’aumento dell’assistenza domiciliare, ma anche acquisto di macchinari e tecnologie all’avanguardia”.

La ricetta per la ripartenza dell’Emilia Romagna passa dunque dalla volontà di aprire una stagione di grandi investimenti: “Abbiamo bisogno di più personale nel sistema sanitario, ne abbiamo bisogno per sopperire a dieci anni di blocco totale delle assunzioni, ma abbiamo anche bisogno di investire in edilizia ospedaliera e sanitaria. Fare tutto questo - ha quindi concluso – significa far ripartire l'economia; sono cantieri, sono commesse, imprese che lavorano, sono maestranze, sono persone a cui dare un lavoro stabile”.