apr 102018
 
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Il Partito Democratico ha promosso un atto che impedisce di concedere beni di tutti e pagati da tutti a predicatori di violenza, di morte, di odio tra cui fascismo, nazismo e totalitarismo.

La mozione, presentata dal capogruppo Gallicani è passata coi soli voti della maggioranza, con l’opposizione tutta (che si era già segnalata per essersi detta amica di Forza Nuova e Casapound) che dopo una serie di (auto)difese da azzeccagarbugli, è uscita dall’aula e adesso si sta impegnando nella solita opera di mistificazione sui social, che dobbiamo combattere con la verità.
Qui è allegata la mozione
Questa è la reazione della consigliera Gambarini 20180325gazzettaparma_37
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apr 102018
 
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A Fidenza torna il Pedibus, l’autobus che consente a una carovana di bambini di andare a scuola a piedi e di cui da tempo i genitori chiedevano la reintroduzione.

La Giunta comunale, con deliberazione n. 66 del 3 aprile 2018 ha approvato le linee di indirizzo del progetto che è intenzione dell’Amministrazione attivare a partire dal prossimo anno scolastico (2018/2019) ed è rivolto agli alunni frequentanti le scuole primarie statali Ongaro, De Amicis e Collodi e la scuola primaria paritaria Canossa.

Per sperimentare il nuovo pedibus, una prima linea sarà attivata con destinazione scuola primaria Ongaro, a partire dal mese di maggio 2018 fino al termine dell’anno scolastico 2017/2018.

Per poter procedere con la migliore organizzazione del servizio è stato predisposto un questionario per i genitori degli alunni frequentanti le scuole primarie di Fidenza, pubblicato sul sito internet del Comune (www.istanze.comune.fidenza.pr.it) con l’obiettivo di sondare le esigenze delle famiglie e strutturare di conseguenza il servizio. Allo stesso indirizzo web i genitori della scuola primaria Ongaro potranno comunicare l’adesione al servizio utilizzando l’apposita procedura. Martedì 24 aprile alle ore 18 presso Palazzo Porcellini, sala ex tribunale, primo piano si terrà un incontro di presentazione dell’iniziativa e di organizzazione del percorso che partirà da maggio.

Il pedibus è un servizio che vive del mutuo supporto tra le famiglie. I bambini infatti saranno accompagnati nei percorsi da volontari – appositamente formati e assicurati – che metteranno a disposizione della comunità una parte del proprio tempo. Chi fosse interessato ad offrire la propria disponibilità può inviare una email a moronif@comune.fidenza.pr.it.

La reintroduzione del servizio  – commenta il sindaco di Fidenza Andrea Massari – era uno degli impegni di mandato presi dalla nostra amministrazione con i fidentini. Averlo rispettato è per me un motivo di profonda soddisfazione, e per questo ringrazio in particolare i consiglieri Marco Gallicani e Paola Serventi che, con convinzione, hanno lavorato per portare al traguardo questo risultato a cui tengo particolarmente in considerazione del fatto che stiamo parlando di un servizio che aiuta le famiglie e consente alle giovanissime generazioni di imparare a spostarsi all’interno del tragitto casa-scuola“.

apr 102017
 
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“Desidero esprimere grande riconoscenza e gratitudine verso chi ha ideato questa straordinaria mostra che aiuta a porci molte domande e a ideare il futuro. Siamo immersi in un grande mondo alla continua ricerca di sé stesso, un mondo così frammentato nel quale non bisogna mai dimenticare la ricerca della verità”.

Sono le parole pronunciate stamane dal Vescovo di Fidenza, Carlo Mazza, per il suo saluto ai cittadini, agli amministratori, alle associazioni e agli studenti che anche oggi hanno gremito i nuovi locali espositivi nel complesso delle Orsoline per la presentazione di “Migranti. Le sfide dell’incontro”, la mostra-inchiesta che ha aperto i battenti lo scorso 4 aprile.

Un evento proposto dal Centro culturale “Luigi Tamoglia”, con il patrocinio del Comune di Fidenza e della Caritas Diocesana, che ha coinvolto decine di classi, centinaia di studenti e tanti cittadini. Sono già più di 1.000 le presenze registrate. Il suo curatore, il giornalista Giorgio Paolucci, autore di una appassionata presentazione che inevitabilmente ha messo a confronto lo scarto tra la realtà del fenomeno migranti e la percezione che hanno molti cittadini sul fenomeno.

Margherita Rabaglia, presidente del Centro Culturale “Tamoglia”, ha posto l’accento “sull’incontro e il rapporto positivo tra l’Amministrazione e la società civile, attraverso un percorso di incontro e condivisione che è iniziato al Meeting di Rimini dello scorso anno e che da allora ci ha visto insieme per portare a Fidenza uno strumento di conoscenza che è anche un forte invito all’azione culturale. All’azione sussidiaria, cioè alla collaborazione tra pubblico e privato, in questo caso il privato attivo sul segmento culturale, nel nome dell’interesse collettivo”.

“Un successo importante per i numeri rilevanti dei visitatori e, soprattutto, per lo stimolo che questa mostra ha portato nelle case di tante famiglie, di tantissimi giovani e di tanti cittadini – ha spiegato il Sindaco di Fidenza, Andrea Massari –. Siamo di fronte alla tragedia umanitaria più grave del nostro secolo e come riuscire a passare dall’emergenza alla soluzione è una sfida che tocca ognuno di noi. Tocca anche Fidenza e ha ragione da vendere il nostro grande Vescovo: Fidenza è il modello in cui lavorare insieme per governare la complessità e non subirla. La presenza da 13 anni di un Servizio Sprar distrettuale che toglie alla speculazione privata la gestione dei profughi, con numeri e percorsi chiari, è il primo tassello di questo cammino. La mostra, poi, ha avuto il grande pregio di offrire elementi di analisi, abbracciando un approccio puramente informativo e per nulla politico su un tema che è scomodo. Lo abbiamo visto anche sulla rete, dove si è aperta una discussione con diversi cittadini critici nei confronti della questione migranti. A tutti ho risposto di venire a confrontarsi con la mostra e i suoi dati, di non perdere l’occasione di potersi mettere in discussione. E sono lieto che molti abbiano accettato l’invito”.

“Non dobbiamo sentirci angosciati, perché l’angoscia non risolve niente. Occorre la lucidità dell’intelligenza e mettere in atto ciò che possiamo fare noi, anche nel nostro piccolo – ha inoltre commentato il Vescovo Mazza –. Fidenza potrebbe diventare un modello di accoglienza, di integrazione, di coesione. Parole che devono trovare la razionalità pratica di costruzione di un luogo sociale, una nuova città. Il futuro non sarà più quello di ieri. Ci occorrono uomini e donne che sappiano costruire la città del domani, con grande fatica ideativa, pratica, economica e politica. Ma con una visione universale capace di inserirsi in una nuova visione umana. Possiamo farcela, perché il nostro Paese ha la cultura, la tradizione, l’invenzione e la creatività che sono esattamente i fondamenti per costruire una comunità nuova”.

mar 072017
 
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dal blog del capogruppo Marco Gallicani

Ierisera (il 6 marzo 2017, NdA) è stata richiesta dalle minoranze una seduta di Consiglio Comunale per discutere delle minacce ricevute da Andrea Massari sui social network lo scorso novembre. C’era già stata una risposta ad interrogazione urgente presentata dal M5S e da Rete Civica, il 16 novembre scorso, ma evidentemente non è bastata. È un loro diritto e quindi noi siamo qui presenti, ma è anche nostro diritto affermare che questo Ordine del Giorno rappresenta una grande occasione persa.

Abbiamo tentato anche in Conferenza dei Capigruppo di spiegare che sarebbe stata una conquista importante discutere stasera di quell’uso dei social network e della vaghezza nei comunicati stampa che avvelenano il modo di stare in una Comunità.

Crediamo infatti:
- che la politica abbia una sua sacralità, e che glielo dia il nostro impegno.
- che Le istituzioni e i loro luoghi abbiano una loro dignità.
- che la politica abbia delle conseguenze, che spesso vanno oltre le intenzioni dei politici.

Il dibattito politico deve avere dei limiti. Perché la violenza genera violenza, l’odio chiama altro odio, e nella nostra società così in affanno troppo spesso alcune persone colmano la loro esistenza reale e digitale attaccandosi alle parole che usa la classe dirigente. Lo ha sostenuto a gennaio anche una sopravvissuta dei lager nazisti“State attenti alle parole dell’odio. Tutto inizia come un piccolo ruscello, ma poi ha il potenziale per esplodere -.. E quando lo fa, è troppo tardi per fermarlo”

Il fiume dell’odio, covato nelle nuove piazze digitali non è un evento secondario per la nostra società. Joe Cox era una deputata inglese di 43 anniAveva la mia età, e due figli, di 3 e 5 anni. Nel giugno del 2016 stava per iniziare un comizio vicino a Leeds, come altre centinaia di volte. E’ stata uccisa a colpi d’arma da fuoco e con un coltello da un nazionalista con simpatie neonaziste di 52 anni, Tommy Mair, esasperato dalla campagna su Brexit e abbeveratosi da “fonti” sulla rete incitanti alla supremazia britannica.

In Georgia il mese scorso due suprematisti bianchi si sono presentati armati al compleanno di un bimbo nero con una bandiera confederata, gridando insulti e minacciando d’uccidere tutti, anche i bambini. A Kansas City qualche settimana fa un bianco ha sparato a due uomini credendoli mediorientali (erano due ingegneri indiani) e gridando loro«andate fuori dal mio paese».

A Fidenza si è potuto parlare impunemente di “cecchini”, di impiccagioni. Nella vicina Medesano è bastata la visita dell’eurodeputata Cecile Kyenge, la scorsa settimana, per vedere gente che ha scritto “carico la carabina e mi apposto. Chi mi rimborsa le munizioni?”, oltre al solito squallido armamentario sulle scimmie e le banane, che accompagna questa parlamentare di colore.

Esempi che riporto per spiegare che la politica ha delle conseguenze. Spesso stanno sotto traccia, altre volte sono paradossali, ma ci sono. Se la politica fa passare il messaggio che vale tutto, la conseguenza più immediata è che alcuni pensino che quel tutto sia proprio tutto, e che tutti gli altri si adeguino all’idea che non vale più niente. Specie in quello che dicono e fanno i politici.

Alla politica, a chi la ama, a chi la onora con passione indipendentemente dal credo, tocca decidere da che parte stare. Perché la politica non è scontro, non è una lotta a chi spara la bugia più grossolana, non è una gara a chi fa il video più smargiasso e lo fa diventare virale.

La democrazia non è un regalo, ma la conquista di un impegno.

Non credendo di onorare questo impegno partecipando ad una seduta con un Ordine del Giorno del genere, convocata in un luogo che servirebbe per fare altro, nell’interesse di tutti, non dei soli consiglieri o dei loro referenti, per questo abbiamo sollevato la questione pregiudiziale ritenendo che l’argomento proposto dalla minoranza non sia da discutere in Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 27 del Regolamento.

Crediamo che quanto accaduto a novembre non faccia parte della cultura pacifica e solidale che permea la storia di Fidenza. Per questo abbiamo detto e scritto che stiamo dalla parte di Andrea Massari, che quelle offese le ha ricevute, perché quello che è capitato a lui potrebbe capitare ad ognuno di noi, a qualsiasi altro cittadino. Perché quello che è capitato ad Andrea Massari capita ogni giorno nel mondo a tante altre persone. E francamente, crediamo sia il momento di dire basta. Non è questo il modo di discutere che ci interessa, non abbiamo nessuna voglia di alimentare uno scontro permanente in grado solo di avvelenare gli animi. A tutti coloro che sono fatti bersaglio da vere e proprie campagna d’odio offriamo, ancora, la nostra solidarietà. E lo faremo 10, 100, 1.000 volte, se necessario.

Perché la politica ha bisogno anche di segnali, e di parole perché le parole sono ormai ovunque e vanno scelte con cura, proprio perché sono importanti.

set 192016
 
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di Andrea Massari, sindaco

Leggo dell’ira funesta del consigliere regionale Fabio Rainieri, politico di lungo corso che esattamente un anno fa accusò la mia Città, Fidenza, di essere un luogo in cui ci sono “infiltrazioni mafiose in vari settori dell’economia e della società; simili o uguali a quelli che ha svelato l’inchiesta Aemilia in tante altre realtà emiliane”.

In linea col pensiero di alcuni campioni nostrani che paragonarono Fidenza a Corleone, Rainieri offese la mia amata Città e tutti i cittadini e le imprese che qui ogni giorno vivono, studiano, lavorano tenendo sempre la schiena diritta.

Furono accuse violente e barbare, prive di ogni fondamento. Perché nelle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Aemilia non si parla del Sindaco Massari, dei cittadini e delle imprese di Fidenza. Si parla di nomi e situazioni su cui Rainieri e il suo staff troverebbero di che meditare.

Il consigliere regionale non ha mai chiesto scusa a Fidenza, preferendo attribuire la colpa di quelle parole alla gaffe del suo ufficio stampa. Come se fosse piacevole sapere che un politico di così alto livello non controlla cosa gli viene messo in bocca.

Mi fa piacere leggere stamane nella nota istituzionale che mi ha inviato Rainieri toni che sono ben più concilianti del roboante comunicato diffuso alla stampa, o apprendere di quello che Rainieri definisce essere il suo grande impegno contro le mafie.

Mi fa piacere perché l’iniziativa di un anno fa, che scatenò le sue ire, era proprio un percorso di formazione per cittadini, amministratori e dipendenti pubblici pensato per promuovere una robusta azione di prevenzione antimafia.

L’embrione di un progetto bellissimo che quest’anno andremo ad ampliare, con esperti e relatori che la mafia e il dolore di questa piaga li hanno combattuti sul serio.

Nel 2015 Rainieri mi accusò di “superficialità e toni trionfalistici” perché avevo “sbandierato le risorse ottenute dal Comune attraverso la Regione, (…) spese per fare incontri nelle scuole e con la pubblica amministrazione, per parlare delle infiltrazioni mafiose”.

Evidentemente Rainieri ha cambiato idea: la formazione antimafia dello scorso anno era una boutade inutile, la formazione antimafia di quest’anno è bellissima e Rainieri ci tiene tanto a partecipare. Bene, lo accoglieremo a braccia aperte ma confidiamo che quella sia l’occasione in cui il consigliere possa chiedere scusa a Fidenza per le sue precedenti parole, che per me erano un insulto a tutta la comunità fidentina.

Questo, come Sindaco, me lo aspetto. E visto che Rainieri scomoda il senso delle Istituzioni, vorrei dirgli che non vedo nulla di istituzionale nel dare il patentino di Città mafiosa ad una Comunità onesta e che ha fatto tantissimo in questi 2 anni per battere le mafie. Sono soldi veri, caro Rainieri, i 100.000 euro che abbiamo investito nel podere Millepioppi, confiscato alle mafie e oggi sede di un progetto di innovazione e di democrazia. Siamo orgogliosi, Rainieri, di aver portato Fidenza e la sua società nel grande network antimafia di Avviso Pubblico e di onorare quell’impegno proprio con le stesse iniziative di formazione e prevenzione che a qualcuno piacciono a giorni alterni. Siamo doppiamente orgogliosi, Rainieri, di aver promosso con Salsomaggiore, trovando l’adesione convinta degli altri Comuni, la costituzione della provincia di Parma come parte civile in seno al processo Aemilia.

Il 24 settembre partirà, quindi, un progetto cui sono invitate tutte le Istituzioni di Parma e della sua provincia, dal Prefetto che Rainieri ha più volte attaccato per l’emergenza profughi, ai Sindaci di tutti i colori e di tutte le coalizioni, passando per i parlamentari di Parma.

giu 072016
 
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Le risate e le corse dei bambini insieme a tanta emozione hanno accompagnato l’inaugurazione del Parco del Piccolo Principe, in memoria di Marcello Bo. Un aeroplano in legno sul quale i bambini possono giocare e volare con la fantasia è il “tesoro” di questo parco in via Saragat, fortemente voluto dagli amici di Marcello, che sin da bambino aveva sognato di volare.

Un sogno che si era avverato con una brillante carriera, che aveva portato Marcello a diventare un affermato pilota dei voli di linea della compagnia di bandiera. Ma Marcello era molto di più di un bravo aviatore: era un giovane allegro, simpatico, generoso, sensibile, solare e attivo, amato e stimato da tutti. La sua improvvisa e prematura scomparsa nel dicembre 2015 ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità e subito è partita un’importante testimonianza collettiva di solidarietà a favore della comunità di Fidenza.

L’iniziativa si è concretizzata ieri, con il taglio del nastro da parte della piccola Rebecca, grande amica di Marcello, del Parco del Piccolo Principe, dove gli amici del giovane scomparso hanno fatto installare un gioco in legno a forma di aereo. Il parco pubblico di via Saragat, vicino a dove abitava il pilota fidentino, ha preso il nome dal celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, ispirandosi alla profonda passione per il volo che animava Marcello.

Il sindaco di Fidenza, Andrea Massari, ha ricordato commosso Marcello. “E’ un momento dal sapore dolce e amaro allo stesso tempo. Amaro per il vuoto che ha lasciato un amico scomparso, dolce per il momento di festa e per il dono che i suoi amici hanno voluto fare ai bambini di Fidenza”, ha detto Andrea Massari, che poi ha commentato come “noi della generazione dei primi anni Settanta ci sentiamo ancora bambini ma in realtà siamo nell’età della responsabilità. Dobbiamo prendere il testimone da Marcello, che ha saputo coniugare la responsabilità con quella gioia di vivere e capacità di continuare a sognare tipica dei bambini. A nome dell’Amministrazione e di tutta la città di Fidenza porto un grande abbraccio alla moglie, alla famiglia e a tutti gli amici di Marcello, che ringrazio per questo bellissimo dono”.

Il sindaco Massari ha quindi invitato i presenti a ricordare Marcello con un applauso, che è stato fortissimo, lungo, sentito e commovente.

“’Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano’. Questa frase del Piccolo Principe, che accompagna questo parco, ben rappresenta Marcello, che non aveva mai smesso di essere bambino, quel bambino che sognava di volare e che con la sua forza di volontà aveva realizzato il suo sogno. Donare un aereo ai bambini di Fidenza ci è sembrato il modo migliore per ricordarlo nel tempo, perché altri bambini possano sognare di diventare piloti e magari seguire le sue orme. E’ stato incredibile: in un mese e mezzo abbiamo raccolto 11mila euro. Questo dimostra l’affetto dei fidentini per Marcello ed è il segno della bontà che lui ha sempre donato a tutti. Ringrazio tutta la comunità di Fidenza che ha dimostrato di essere unita e generosa, e l’Amministrazione comunale che ha appoggiato questo progetto”, ha spiegato Matteo Soncini, rappresentante degli amici di Marcello Bo.

mar 282016
 
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Gli ultimi dati Eurostat spiegano meglio di mille parole quanto Fidenza e i fidentini siano da guinness europeo, un modello che andrebbe replicato su vasta scala. Perché conviene all’ambiente e conviene al portafoglio: da noi le tariffe rifiuti sono le più basse della provincia, mediamente tra il 20 e il 25% in meno. E c’è una grande novità: è notizia di queste ore che la nuova legge regionale sui rifiuti ha premiato la nostra performance, con un eco-bonus da circa 300.000 euro, su cui la Commissione Ambiente del Consiglio ha acceso la preliminare luce verde mercoledì scorso, approvando lo specifico regolamento. Un fatto straordinario che andrà a vantaggio della Comunità”. Lo afferma il sindaco Andrea Massari, scorrendo i dati relativi all’anno 2014 appena elaborati dall’Istituto statistico europeo.

A livello comunitario il record della raccolta differenziata lo detengono sloveni e tedeschi (48 e 47% rispettivamente) a fronte del 46% dell’Italia e di una media europea pari al 28% – commenta Massari –. Numeri che non si avvicinano nemmeno a quelli di Fidenza, dove abbiamo chiuso il 2015 con un 76,51% e ad inizio anno abbiamo toccato la quota mai vista prima del 76,67%. Credo che questi dati raccontino bene non solo un servizio che funziona, ma anche la straordinaria collaborazione dei cittadini che dimostrano di avere a cuore l’ambiente e il recupero delle materie prime. A loro, prima di tutto, voglio dire grazie”.

Allargando lo sguardo, in un anno gli italiani hanno prodotto 488 kg di rifiuti a testa, al di sopra della media europea dei 475 kg – spiega l’Assessore all’Ambiente, Giancarlo Castellani –. A Fidenza fissiamo un record anche in questo caso, con il 13% in meno di rifiuti prodotti da ogni abitante rispetto alle media italianaNumero che si accompagna al superamento di un’altra barriera storica: nel 2015 i fidentini sono scesi sotto al tetto dei 100 kg procapite di rifiuti indifferenziati, cioè quelli che vengono avviati a smaltimento. Una soglia considerata eccezionale dagli studiosi del settore e alla quale ci eravamo avvicinati già nel 2014, conquistando un importante riconoscimento come Comune”.

Castellani aggiunge anche un concetto “a cui tengo tantissimo e che rappresenta una dei nostri impegni prioritari: abbiamo una comunità straordinaria che ha dato forza alle strategie di gestione dei rifiuti, comprese le nuove modalità di raccolta adottate nella primavera dello scorso anno. Esiste, però, il problema dell’abbandono dei rifiuti creato da comportamenti incivili, che stiamo colpendo e che colpiremo sempre più. Con la vigilanza, con nuove figure a questo compito preposte. Insomma, con la tolleranza zero”.

Massimo Iotti, consigliere regionale, è vicepresidente della Commissione Ambiente che si è pronunciata sull’ecobonus per Fidenza e le altre città virtuose. Iotti ricorda che “l’introduzione della legge regionale sui rifiuti, unica in Italia nei contenuti, votata dal PD ma non da M5S e centro-destra, consente oggi di riconoscere ai comuni virtuosi con elevata Raccolta Differenziata un contributo che premia l’impegno civico dei loro cittadini con un eco-bonus. Fidenza e la sua amministrazione, in questo sono ai primi posti in Regione, molto più di Parma e di altri grandi capoluoghi. Da vice-presidente della Commissione Ambiente Regionale continuerò l’impegno sul tema centrale dei rifiuti, che pone il modello regionale Emilia-Romagna di Economia Circolare, e non altri, ai primi posti in Europa e nel mondo”.

 

mar 282016
 
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Il Presidente Stefano Bonaccini e gli assessori regionali saranno martedì 29 marzo a Fidenza nell’ambito degli incontri tra la Regione e il territorio parmense.

La Giunta regionale si riunirà per la prima volta, in via eccezionale, in una sessione di lavoro nella sala consiliare del palazzo municipale alle ore 11.00.

“La visita della Giunta regionale e il ritorno a Fidenza del presidente Bonaccini sono per noi motivo di orgoglio, perché dimostrano la vicinanza della Regione a Fidenza e la volontà di approfondire la conoscenza del territorio, delle sue problematiche e delle sue necessità, così come delle sue eccellenze. Mi auguro che questa visita sia l’occasione per rafforzare ulteriormente il nostro legame con la Regione, che ci sta supportando in iniziative importanti come le bonifiche e la candidatura della Cattedrale di Fidenza e della Via Francigena a patrimonio dell’Umanità dell’Unesco”, commenta il sindaco Andrea Massari.

mar 222016
 
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“Fidenza è orgogliosa di sostenere attivamente e far parte della grande mobilitazione civica e delle Istituzioni contro tutte le mafie, contro la loro cultura dell’illegalità e del sopruso. E’ stato emozionante, stamane, vedere il nostro gonfalone sfilare per le strade di Reggio Emilia accompagnato dai nostri studenti, insieme a quello di tantissimi altri Comuni da tutt’Italia, uniti per testimoniare che dalle comunità locali e dalla loro consapevolezza passa la prima barriera contro ogni attività criminale. Comunità locali che sono il vero laboratorio in cui nasce il nuovo senso civico e si sperimentano le azioni più efficaci di contrasto e prevenzione. Fidenza, ad esempio, ha detto basta per sempre alle gare d’appalto con la formula barbara del massimo ribasso. Un’esperienza che insieme a tante altre deve rappresentare un modello per il Governo”.

Così il Sindaco Andrea Massari commenta la sua partecipazione alla XXIesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera e da Avviso pubblico, cui ha preso parte insieme all’assessore al Welfare Alessia Frangipane e ad una delegazione di studenti dell’Itis Berenini

“Vincere la lotta contro le mafie non è solo un bell’argomento per imbastire un comizio ben riuscito, ma è il più urgente degli obiettivi che il nostro Paese deve ottenere – commenta Massari –. Non solo per una questione di immagine internazionale, ma per temi ben più pratici che toccano l’economia e la gestione dei servizi, anche a livello locale. L’inchiesta Aemilia ha tolto a tutti la scusa dell’estraneità dell’Emilia-Romagna al colossale business delle mafie e ci ha messo di fronte ad un tema vero: aspettare che qualcuno ci tolga magicamente le castagne dal fuoco o prendere posizione in trincea? Fidenza ha scelto questa seconda strada, con tutta la generosità e la concretezza di cui siamo capaci.”

La Giornata della Memoria e dell’Impegno è stata ricordata anche durante il Consiglio Comunale della sera: “Le mafie sono arrivate in Emilia seguendo l’odore dei soldi, come già fecero in Lombardia e in Veneto. E sono diventate imprenditrici di illegalità: gioco d’azzardo, usura ed estorsioni, traffico di stupefacenti ed edilizia, soprattutto – ha ricordato il capogruppo Gallicani.

I loro affari, come anche al sud, non possono fare a meno della politica e dell’opinione pubblica. Della ggente; e infatti ci sono precise accuse sul condizionamento dei mezzi di informazione e di alcune consultazioni elettorali. Ma il muro di silenzio e omertà, in gran parte dovuto alla nostra incapacità di riflettere sui nostri limiti, sta ora crollando grazie al lavoro fatto negli anni da associazioni contro la mafia e singoli coraggiosi imprenditori, come l’ex presidente della Camera di Commercio Enrico Bini che venne a Fidenza nel settembre del 2013 quando ancora il tema non era nel dibattito pubblico.

Il più grande processo per mafia mai svoltosi nel nord Italia – Aemilia – comincia il 23 marzo, tra 2 giorni. Tra gli imputati non solo mafiosi, ma imprenditori, politici, giornalisti, forze dell’ordine e gli immancabili consulenti finanziari. Perché è dalla finanza che passa l’illecito moderno.

Ma ci saranno anche tantissimi onesti cittadini che vogliono conoscere la verità e la Regione Emilia Romagna ha garantito loro questo diritto accogliendo il processo nei locali della Fiera di Bologna. Il processo Aemilia riguarda tutta la società emiliana. Riguarda tutti. E tutti devono sapere che finalmente stiamo affrontando la mafia, per vincerla.”

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[di Franco Amigoni]

Non ce la possono fare. Sono incontinenti. Soprattutto quando il Sindaco è assente sentono irrefrenabile la necessità imperiosa di dire qualcosa, qualsiasi cosa purchè sia in conferenza stampa, con registratori e giornalisti presenti. Ecco stavolta Pollastri e la Amoruso, accompagnati da due signori di ignoto significato contingente (per essere più visibili e ufficiali, la conferenza stampa l’hanno organizzata nella sala consiliare, in modo direi inusuale), che esprimono la loro accorata e sballata visione del mondo ad uso dei media. Peccato che anche stavolta, nella loro incontinenza verbale, l’abbiano fatta “fuori dal vaso”.

Proviamo a ricostruire i fatti, che sono sempre ingarbugliati soprattutto quando, come evidentemente ormai spesso accade, i nostri eroi dell’opposizione si genuflettono alle obsolete strategie di un baffuto pseudoideologo prezzemolino locale che di sè stesso sul suo blog parla in questi termini: “…il mio … è il tentativo più coerente di tradurre razionalmente il cervello più fine del Rinascimento italiano, quello del “il fine giustifica i mezzi””. Come dire: io sono il Machiavelli del Borgo.
Fate voi in che mani si sono messi.

Veniamo al dunque, il tema è ASP:

1. L’opposizione ha presentato a suo tempo una petizione popolare ex art. 27 dello statuto comunale, che potrebbe essere presentata anche da un singolo cittadino, allegando invece oltre 2000 firme (mi baso sulle loro dichiarazioni, perchè le firme non sono mai state certificate e validate); in tal modo, è stata fatta un bella confusione tra petizione e referendum, che è disciplinato in tutt’altro modo (dall’art. 29). Buttando come al solito fumo negli occhi ai cittadini. La tecnica “al lupo al lupo” ormai è un loro marchio di fabbrica. In questo senso il titolo della Gazzetta “ASP: il Comune doveva indire un referendum”, è del tutto fuorviante; la petizione richiedeva infatti che il Comune bloccasse la riforma di ASP (senza considerare che il Comune di Fidenza doveva comunque coordinarsi con tutti gli altri comuni del distretto e trovare un delicato accordo con loro sulla riforma), e chiedeva di attivare il referendum consultivo sul tema (ma una petizione non può chiedere un referendum);

2. Per stessa ammissione di Rete Civica, poi, le famose duemila firme sarebbero per metà circa di fidentini e per metà di residenti in altri Comuni. Ma dabon?? Dato che lo Statuto prevede minimo 1800 firme di nostri concittadini, in ogni caso, anche se fossero state correttamente presentate (cosa che non è avvenuta) quelle 1000 firme circa di Fidentini sarebbero state comunque largamente insufficienti per indire un referendum. Anche se i nostri amici confusionari (vedi articolo 29 dello Statuto Comunale) avessero creato un comitato promotore, avessero raccolto e validato firme soltanto di concittadini borghigiani, avessero chiarito bene ai firmatari i termini della questione, eccetera eccetera.
Viva il pressapochismo a fini propagandistici.

Il difensore civico si è limitato a fare giustamente presente che il Comune deve adottare il Regolamento per regolare i referendum locali e su questo l’Amministrazione sta procedendo (ma perchè non lo hanno fatto, in cinque anni di amministrazione precedente, quelli che fanno capo a Rete Civica?? Domanda inutile. Tutto quello che loro non hanno fatto quando potevano, adesso diventa nel loro revisionismo storico un peccato del PD).

In questo triste quadro che ho richiamato (perchè poi perde tempo l’opposizione su battaglie di retroguardia, e fa perdere tempo pure alla maggioranza che potrebbe spenderlo meglio), le parole di trionfo del Movimento 5stelle sulla sua pagina fb risultano francamente ridicole. Le riporto testualmente:

“Avevamo ragione, ancora una volta, il difensore civico della Regione INVITA l’amministrazione comunale ad attivare le procedure per regolamentare tutti i Referendum e di seguito ad eseguire le richieste già in essere, ovvero che i fidentini si esprimano su ASP! E’ una piccola/grande vittoria dei cittadini con le mani libere”.

I cittadini con le mani libere dovrebbero guardarsi da loro presunti portabandiera così goliardici e approssimativi, per non dire “machiavellici” nel senso deteriore del termine.