giu 132018
 
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Dal blog del capogruppo Marco Gallicani, la dichiarazione di voto sulla mozione che chiedeva di togliere il banner dal Municipio

Nel 50ennale della fondazione Amnesty International produsse un video che vale la pena vedere, signor Presidente: in un contesto di oscurità alcuni puntini illuminano un pianeta che pian piano, con il moltiplicarsi di quelle luci, si illumina completamente. La speranza portata dalla mobilitazione dei cittadini svela l’oppressione della mancanza di diritti e rilancia al futuro.

Sulla scorta di quel video vorrei rispondere alla brutta mozione presentata dal gruppo di Forza Italia (è qui, in pdf) che si, mi auguro, ci auguriamocon tutta la forza che possiamo esprimere in un contestopolitico e non giuridico, che venga fatta piena luce su quanto accaduto a Siena nel 2013. Perchè ovunque ci siano esseri umani privati dei loro diritti fondamentali dovrebbe risplendere la luce della verità. Ad alcuni di questi infatti dedichiamo un po’ del nostro tempo volontario, da ben prima di sedere su questi banchi.

Ricorderà bene che il 25 aprile scorso in Municipio abbiamo svelato una targa per tutti i partigiani fidentini, tutti. Durante la Marcia di Libera vengono letti i nomi di tutte le vittime della violenza mafiosa. Ecco, dovremmo fare lo stesso per gli oppressi, magari in dicembre.

Alcuni delle vittime della violenza mafiosa, come alcuni dei partigiani che lottarono per la nostra libertà, sono ricordati nelle piazze, hanno monumenti e luoghi pubblici dedicati. Questo non significa che gli altri valgano meno, o che loro valgano di più: dedicare una piazza o una giornata nazionale a Giovanni Falcone non significa che le morti di Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro o della moglie Francesca Morvillo valessero meno.

Il nome di Falcone sta su quelle targhe come il nome Regeni sul nostro striscione, perchè sono diventati simboli, loro malgrado. E in quest’epoca disperata ci piace pensare che il potere dei simboli riesca a vincere i simboli del potere.

A Giulio furono rotti i polsi, le caviglie e i gomiti, gli furono strappate le unghie, colpiti i genitali e amputati pezzi delle orecchie. Non aveva nessuna colpa, era solo uno studente e non meritava questa mozione, come non meritava i messaggi ambigui di una politica troppo interessata agli accordi di potere con una nazione “amica” delle nostre multinazionali

Verità quindi per Giulio (Regeni) significa quindi, e ne cito solo alcuni, verità per Federico (Aldrovandi), verità per Stefano (Cucchi), verità per Marielle (Franco), verità per Stephon (Clarck), per Trevor (Martin) e per tutti quelli che la violenza ideologica ha portato alla morte dopo sofferenze inumane.

I simboli sono un giubbotto di salvataggio, un messaggio che va accolto, che forse potrebbero accogliere anche i consiglieri di Forza Italia che in tutto il paese si sono presi le briga di proporre una mozione disumana e ignorante come quella che abbiamo discusso stasera.

Disumana perchè non riesce a fermarsi al dramma umano e famigliare (pensate alla mamma, pensate come la mamma per un solo momento) e insiste, non molla la presa pur di fare anche dell’omicidio Regeni uno strumento di violenza politica. Definisce Amnesty International un’associazione “di sinistra”, chiede di “sostituire lo striscione” (leggete la mozione, potevano modificarla, non lo hanno fatto) e sottolinea che “Non appare chiaro come la Giunta comunale abbia deciso di mettere lo striscione su Regeni e non quello su altri casi di cronaca nera”. Su altri casi di cronaca nera.

Ignorante perchè non coglie il valore simbolico del gesto, chiede che lo stesso venga fatto per la morte di David Rossi, un episodio gravissimo sul quale stanno indagando ben due procure della Repubblica Italiana, e sottolinea che si “potrebbe pensare che il silenzio […] sia dovuto a inconfessabili volontà di spostare l’attenzione […] da una caso (i guai fatti nella gestione del MPS, NdA) che mette in difficoltà il partito di maggioranza relativa di questa città”.

Ma soprattutto ignorante perchè dimostra  che i consiglieri di Forza Italia non hanno (ancora) capito che l’azione in difesa dei diritti umani si compie non ponendo in contrapposizione fra loro richieste di verità, ma proprio in nome della loro indivisibilità. I diritti umani non sono una coperta che viene stiracchiata da una parte all’altra del dibattito, ma un fascio di luce, che può illuminare le vite di tutti, proprio perchè sono diritti, non privilegi.

L’ignoranza (quella crassa, non quella di chi purtroppo ancora non sa) e la disumanità sono l’anticamera di un percorso verso il basso che non c’immaginiamo dove possa portare la politica locale ed italiana. E che non vogliamo seguire, ma al contrario denunciare.

Così, al disprezzo e alle fandonie possiamo rispondere solo con l’umiltà di conoscere quello di cui si parla (è un video, prendetevi il tempo per guardarlo)

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giu 132018
 
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Fidenza è sempre stata una Comunità speciale, che ha tratto la sua forza dalla capacità di immaginare obiettivi che di solito si credono possibili solo nelle grandi città e di realizzarli con il lavoro collettivo di tutti i protagonisti del territorio: il Comune, le reti delle Associazioni e del circuito scolastico, le famiglie.

E’ innegabile che una delle sfide più difficili in corso è proprio quella del rapporto tra comunità dei fidentini, comunità dei nuovi italiani, comunità di chi è fidentino al 100% ma figlio di genitori non italiani e divenuto cittadino della Repubblica. La Comunità delle decine di Associazioni borghigiane che sono l’anima e il cuore della solidarietà locale ma vivono il problema del ricambio generazionale.

Una sfida raccolta da Convilab, progetto presentato stamane in conferenza stampa, aperta dai saluti del Sindaco Andrea Massari che ha apprezzato il lungo lavoro di approfondimento condotto in questi mesi dalle tante realtà che hanno dato vita a Convilab, “realtà fidentine che si sono fatte carico di ragionare insieme sul futuro della città. L’esperienza Convilab è descritta dall’Assessore al Welfare Alessia Frangipane: “Convilab è un progetto che raccoglie questa sfida azzerando le vecchie parole d’ordine: non
sarà un progetto per riproporre i vecchi cliché sull’integrazione, non sarà un progetto legato alla sola parola d’ordine dell’integrazione, non sarà un progetto per poche elite. Convilab è un progetto che si è fatto laboratorio, in cui conta la nostra capacità di mettere da parte le identità e di restituire a Fidenza il bene più prezioso: l’impegno civico, la partecipazione attiva, la volontà concreta e misurata coi fatti di voler essere prima di tutto fidentini, sposando la storia, la tradizione e i valori, le leggi della nostra Comunità. Cercando, insieme, di tenerla sempre con un piede ben piantato nel futuro.
Convilab non sarà la casa delle associazioni in cui si riconosce una parte dei 3.805 stranieri da tutto il mondo che abitano a Fidenza, ma sarà la casa di tutto l’associazionismo di Fidenza e dei suoi quasi 27.000 abitanti. Quello cattolico, quello laico, quello che proviene dal mondo musulmano”.

Convilab è un progetto sostenuto da un importante contributo della Regione Emilia-Romagna. E’ stato anticipato da un cammino lungo 8 mesi in cui sono state definite le priorità e gli obiettivi. Convilab inizia oggi una sperimentazione di 6 mesi, che porterà il progetto in tutto il territorio e sui social network, con l’impiego di strumenti nuovi come i focus group. Focus group organizzati su temi decisi nel dibattito interno a Convilab, per confrontarsi con testimoni e portatori d’esperienze. L’esito del percorso partecipativo sarà sottoposto al Consiglio comunale sotto forma di progetto per l’attivazione di una Consulta aperta al contributo di tutti.

mag 112018
 
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Lo Sportello Assistenti Familiari è un nuovo servizio gestito da ASP “Distretto di Fidenza” e voluto dai Comuni del Distretto; si tratta di uno sportello presente in tutti i Comuni in orari e giorni dedicati che favorisce l’incontro tra famiglie e Assistenti familiari per facilitare la cura e l’assistenza a domicilio degli anziani non autosufficienti.

Il nuovo servizio è stato presentato stamane nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il Presidente di Asp Massimiliano Franzoni, Andrea Massari (Sindaco di Fidenza, Presidente dell’Assemblea dei Soci di Asp e Presidente del Comitato di Distretto), l’assessore al Welfare di Fidenza Alessia Frangipane e Giusy Caberti (responsabile del servizio sociale territoriale di Asp).

“Abbiamo chiesto alla nostra Azienda pubblica di progettare un servizio che non fosse una cattedrale nel deserto ma uno strumento semplice e utile per tutte quelle famiglie che hanno bisogno di ingaggiare una assistente familiare qualificata – spiega l’Assessore Frangipane –. Asp non solo ha realizzato un buon progetto, ma lo ha anche reso economicamente competitivo rispetto a quanto aveva invece offerto l’imprenditoria privata. Ancora una volta il circuito pubblico ha funzionato, mettendo in rete non solo Asp e i servizi sociali dei Comuni del distretto, ma aprendosi anche alla collaborazione con il centro per l’impiego e l’Azienda Ausl, a riprova di un servizio pensato per produrre risultati misurabili da tutte le famiglie. Lo sportello, ovviamente, sarà un punto di riferimento per le famiglie, ma anche per le assistenti familiari, inserite in questo modo in un circuito in cui domanda e offerta potranno incontrarsi nel segno della trasparenza contrattuale e della piena rispondenza ai bisogni delle parti. Grazie a questo progetto, infine, il territorio distrettuale potrà usufruire della piattaforma formativa online predisposta dalla Regione Emilia-Romagna, per elevare le competenze professionali delle Assistenti”.

Lo Sportello Assistenti Familiari vuole inoltre promuovere l’attività di cura a domicilio delle Assistenti Familiari creando una rete qualificata di interventi. L’organizzazione vede la presenza di un operatore preparato che, in sinergia con il Centro per l’Impiego
aiuta le famiglie che stanno cercando una persona qualificata per assistere e curare a casa un familiare:
● orientando nella ricerca e nella scelta di un’Assistente Familiare più idonea alle necessità della famiglia
● offrendo una rosa di nominativi tra cui scegliere
● fornendo informazioni sui contratti di lavoro e sugli enti (patronati, associazioni di categoria…) a cui rivolgersi e sulla rete dei servizi

Inoltre l’operatore accoglie allo sportello le Assistenti Familiari che stanno cercando una famiglia presso cui svolgere il proprio lavoro, segnalandole al Centro per l’Impiego che può candidarle per un’offerta di lavoro, accompagnandole nella crescita professionale e proponendo corsi formativi o di aggiornamento mirati.

Sedi e orari del Servizio
BUSSETO Sede Comunale P.zza Verdi 10
1° e 3° giovedì del mese dalle 14.30 alle16.30

FIDENZA Sede Asp “Distretto di Fidenza” Via Berenini 151
ogni venerdì dalle 9.00 alle 12.00

FONTANELLATO Sede Comunale Rocca San Vitale P.zza Matteotti 1
2° e 4° mercoledì del mese dalle 9.00 alle 12.00

FONTEVIVO Sede Comunale P.zza Repubblica 1
1° e 3° mercoledì del mese dalle 9.00-alle 12.00

NOCETO Sede Comunale P.le Adami 1
1° e 3° lunedì del mese dalle 9.00 alle 12.00

POLESINE ZIBELLO Sede Comunale Via Matteotti 10
2° e ultimo martedì del mese dalle 14.30 alle16.30

ROCCABIANCA Sede Comunale Viale Rimembranze 3
3° giovedì del mese dalle 9.00 alle12.00

SALSOMAGGIORE Palazzina Servizi sociali Lungoparco Mazzini 4
1°, 2°, 4° giovedì e 3° martedì dalle 9.00 alle12.00

SAN SECONDO Sede Comunale P.zza Mazzini 10
2° e 4° lunedì del mese dalle 9.30 alle 12.30

SISSA TRECASALI Sede Comunale P.zza Fontana 1
2°e 4° lunedi del mese dalle 10.45 alle 12.45

SORAGNA Sede Comunale P.le Meli Lupi 1
2° e 4° martedì del mese dalle 9.00 alle 12.00

mag 112018
 
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Quest’anno la Biblioteca Civica “Michele Leoni” festeggerà centocinquanta anni di attività. 
Fu tra le prime in Italia a essere fondata, sull’esempio della città di Prato dove nel 1861 venne istituita la prima biblioteca circolante.
La filantropica istituzione fu presa come esempio da alcuni benemeriti cittadini di Borgo San Donnino
che decisero di invitare tutta la cittadinanza a donare libri e denaro.
In breve si raccolsero circa settecento volumi e così, il 20 marzo 1868, i soci fondatori votarono
per autorizzare la cessione dei libri e delle somme raccolte dal Comune che ne divenne proprietario.
Per celebrare l’anniversario, da maggio a ottobre, il Comune festeggerà con visite guidate speciali, incontri e laboratori per adulti e bambini.
ago 032017
 
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Tutt’Italia oggi ha abbracciato Bologna e i familiari delle vittime della strage alla stazione, avvenuta il 2 agosto 1980.

Una cerimonia toccante cui ha preso parte anche Fidenza, rappresentata dal consigliere comunale Franco Amigoni, delegato dal Sindaco, unitamente al gonfalone cittadino portato da Michele Muscillo, Assistente capo della Polizia Municipale.

“E’ stato un onore poter rappresentare la nostra Città, poter portare l’abbraccio solidale di Fidenza ad una Comunità e ai familiari delle vittime che da 37 anni non si arrendono e continuano a chiedere che sia fatta piena verità. Un impegno civile che Fidenza sostiene - commenta il consigliere Amigoni -, perché da quella vicenda passa un pezzo rilevante della nostra storia e del nostro futuro. Angela Fresu aveva 3 anni, quando la bomba è esplosa. Alle 10,25 del 2 agosto 1980. E’ la vittima più giovane di quel giorno. Ma ci sono anche Luca Mauri di 6 anni, Kai Mader di 8, Sonia Burri di 7, per menzionare soltanto quelli che non avevano ancora raggiunto i 10 anni di età. In tutto, 85 morti e circa 200 feriti.”

La sentenza finale, nel 1995, ha condannato in via definitiva i neo fascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Ancora oggi ci sono aspetti da capire su quella giornata terribile, e i parenti delle vittime sono molto arrabbiati per questo. Sono passati 37 anni è ci sono ancora documenti da digitalizzare, archivi da confrontare. Si tratta della più grande strage terroristica dal dopoguerra a oggi nel nostro Paese.

“Stamattina, insieme all’Agente Muscillo, ho raggiunto alle 9,15 Piazza del Nettuno e poi, assieme a centinaia di altre persone e rappresentanti di enti locali di tutta Italia, ho percorso Via dell’Indipendenza sino alla Stazione. Lì, alle 10,25 in punto, un minuto di silenzio. Pensando ad Angela Fresu. Inutile, in queste circostanze, pensare di capire le atrocità terroriste con i numeri.
Molto meglio un volto di bambina”

lug 192017
 
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“Bentornata Bormioli! La grande vetraria di Fidenza è tornata a casa. Con l’acquisizione del ramo casalinghi a marchio Bormioli Rocco da parte della Bormioli Luigi si è compiuto il primo passo per costruire un grande distretto del vetro lungo la via Emilia, che riporta sul nostro territorio la proprietà di una delle più importanti industrie manifatturiere d’Italia e della provincia. Partiamo da qui: mentre nel resto del Paese e anche nel parmense abbiamo assistito a pezzi interi di made in Italy inglobati da gruppi esteri, tra Fidenza e Parma si sono poste le premesse per una operazione molto importante che parla italiano e, nel nostro caso, vede un’azienda chiave come la Bormioli Rocco passare da un fondo d’investimenti ad una proprietà industriale vera, solida e stimata. Si tratta di una notizia di cui da giorni aspettavamo l’ufficializzazione e che per tanto tempo abbiamo sostenuto con tutti gli strumenti Istituzionali a nostra disposizione.

Ricordo bene quando nel 2014 chiedemmo l’intervento dell’allora sottosegretario Luca Lotti, perché intervenisse sul fondo d’investimenti inglese affinché non si materializzasse un’operazione che avrebbe avuto per Fidenza effetti gravi. Ricordo le tante battaglie intraprese fianco a fianco con la Camera del Lavoro e le organizzazioni sindacali fidentine di categoria a tutela dei lavoratori Bormioli. In questi mesi, soprattutto, ho sempre apprezzato la concretezza, la determinazione e la serietà dell’ingegner Alberto Bormioli, che ho incontrato varie volte, anche in presenza dell’assessore regionale Palma Costi, in rappresentanza di una Regione che da subito ha capito l’importanza strategica di questa acquisizione.

Ora è tanta la soddisfazione e, chiusa questa prima ed indispensabile fase, nei tempi e modi del caso l’attenzione si sposta sul piano industriale e sulle strategie di rilancio internazionale che la Bormioli Luigi svilupperà a favore della “nostra” vetraria. Un percorso che tutti vogliamo sia di vero e meritato sviluppo e che il Comune, insieme a tutte le Istituzioni, nel caso sosterrà con lealtà.

Chiudo ringraziando le centinaia di uomini e donne che lavorano ogni giorno nella vetraria fidentina. Uomini e donne che hanno dimostrato nei momenti di incertezze e difficoltà, una dignità straordinaria e l’intelligenza rara del gioco di squadra, rendendo la loro ricerca della serenità una questione che ha toccato il cuore di tutta la Comunità fidentina”.

apr 102017
 
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“Desidero esprimere grande riconoscenza e gratitudine verso chi ha ideato questa straordinaria mostra che aiuta a porci molte domande e a ideare il futuro. Siamo immersi in un grande mondo alla continua ricerca di sé stesso, un mondo così frammentato nel quale non bisogna mai dimenticare la ricerca della verità”.

Sono le parole pronunciate stamane dal Vescovo di Fidenza, Carlo Mazza, per il suo saluto ai cittadini, agli amministratori, alle associazioni e agli studenti che anche oggi hanno gremito i nuovi locali espositivi nel complesso delle Orsoline per la presentazione di “Migranti. Le sfide dell’incontro”, la mostra-inchiesta che ha aperto i battenti lo scorso 4 aprile.

Un evento proposto dal Centro culturale “Luigi Tamoglia”, con il patrocinio del Comune di Fidenza e della Caritas Diocesana, che ha coinvolto decine di classi, centinaia di studenti e tanti cittadini. Sono già più di 1.000 le presenze registrate. Il suo curatore, il giornalista Giorgio Paolucci, autore di una appassionata presentazione che inevitabilmente ha messo a confronto lo scarto tra la realtà del fenomeno migranti e la percezione che hanno molti cittadini sul fenomeno.

Margherita Rabaglia, presidente del Centro Culturale “Tamoglia”, ha posto l’accento “sull’incontro e il rapporto positivo tra l’Amministrazione e la società civile, attraverso un percorso di incontro e condivisione che è iniziato al Meeting di Rimini dello scorso anno e che da allora ci ha visto insieme per portare a Fidenza uno strumento di conoscenza che è anche un forte invito all’azione culturale. All’azione sussidiaria, cioè alla collaborazione tra pubblico e privato, in questo caso il privato attivo sul segmento culturale, nel nome dell’interesse collettivo”.

“Un successo importante per i numeri rilevanti dei visitatori e, soprattutto, per lo stimolo che questa mostra ha portato nelle case di tante famiglie, di tantissimi giovani e di tanti cittadini – ha spiegato il Sindaco di Fidenza, Andrea Massari –. Siamo di fronte alla tragedia umanitaria più grave del nostro secolo e come riuscire a passare dall’emergenza alla soluzione è una sfida che tocca ognuno di noi. Tocca anche Fidenza e ha ragione da vendere il nostro grande Vescovo: Fidenza è il modello in cui lavorare insieme per governare la complessità e non subirla. La presenza da 13 anni di un Servizio Sprar distrettuale che toglie alla speculazione privata la gestione dei profughi, con numeri e percorsi chiari, è il primo tassello di questo cammino. La mostra, poi, ha avuto il grande pregio di offrire elementi di analisi, abbracciando un approccio puramente informativo e per nulla politico su un tema che è scomodo. Lo abbiamo visto anche sulla rete, dove si è aperta una discussione con diversi cittadini critici nei confronti della questione migranti. A tutti ho risposto di venire a confrontarsi con la mostra e i suoi dati, di non perdere l’occasione di potersi mettere in discussione. E sono lieto che molti abbiano accettato l’invito”.

“Non dobbiamo sentirci angosciati, perché l’angoscia non risolve niente. Occorre la lucidità dell’intelligenza e mettere in atto ciò che possiamo fare noi, anche nel nostro piccolo – ha inoltre commentato il Vescovo Mazza –. Fidenza potrebbe diventare un modello di accoglienza, di integrazione, di coesione. Parole che devono trovare la razionalità pratica di costruzione di un luogo sociale, una nuova città. Il futuro non sarà più quello di ieri. Ci occorrono uomini e donne che sappiano costruire la città del domani, con grande fatica ideativa, pratica, economica e politica. Ma con una visione universale capace di inserirsi in una nuova visione umana. Possiamo farcela, perché il nostro Paese ha la cultura, la tradizione, l’invenzione e la creatività che sono esattamente i fondamenti per costruire una comunità nuova”.

mar 222017
 
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Alessandro Stefanini, 29 anni, è il nuovo segretario del circolo PD di Fidenza. Con alla spalle l’esperienza da segretario provinciale dei Giovani Democratici e già tesoriere del circolo, succede a Marco Gallicani, dimissionario, che manterrà da ora in poi il solo ruolo di capogruppo in consiglio comunale, assieme a quello di presidente del consiglio di Terre Verdiane.

Nel corso della partecipata assemblea degli iscritti, tenutasi sabato 18 marzo nella storica sede di via XX Settembre e presieduta da Alessandra Terenziani, attuale segretaria provinciale GD in rappresentanza della federazione provinciale, il segretario uscente ha fatto un riassunto di quasi tre anni e mezzo di mandato della sua segreteria, caratterizzati dalla vittoria alle elezioni amministrative del 2014, dal consolidamento della situazione finanziaria del circolo, dalla collaborazione con Salsomaggiore nell’organizzazione della Festa de l’Unità.

“Sono felice e soddisfatto – ha detto Marco Gallicani – del percorso fatto, che ha permesso ad una figura come Alessandro di emergere come segretario di tutti. Ho detto e scritto spessissimo che la segreteria che ho avuto l’onore di coordinare ha sempre avuto la natura e la forza di un’autorevolezza di scopo. Oggi finalmente possiamo far partire quella nuova fase che già auspicammo dopo la vittoria del 2014. Il governo della città ha un bisogno vitale di confrontarsi con uno stakeholder politico di spessore, capace di produrre riflessioni e mediazioni sui grandi temi che dovremo affrontare ora che abbiamo rimesso in moto un comune stanco di 5 anni di destra.”

Ha quindi preso la parola Alessandro Stefanini, unico candidato alla segreteria, che, dopo aver ringraziato Gallicani e il suo predecessore Davide Malvisi, oltre a tutti gli intervenuti (erano presenti diversi rappresentanti dei circoli della Bassa Ovest, con il coordinatore di zona Raffaele Pizzati), nella sua relazione ha analizzato la situazione internazionale, caratterizzata dall’instabilità che provoca le migrazioni epocali cui assistiamo, di fronte alle quali l’Unione Europea si dimostra assente, quando invece solo l’integrazione delle politiche potrebbe permettere al nostro Paese di far fronte alle tempeste in arrivo. La situazione politica italiana è anch’essa caratterizzata dall’incertezza, ma il congresso nazionale del PD dovrà essere occasione di analisi degli errori commessi e di elaborazione delle soluzioni. A Fidenza, il PD dovrà essere luogo di confronto con l’amministrazione, di condivisione delle scelte e delle informazioni con una rete ampia di soggetti, da andare a cercare anche fuori dalle mura della sede. Il Partito deve avere l’ambizione di tornare a rappresentare uno spaccato della società cittadina.

Dopo un dibattito che ha visto succedersi numerosi interventi, si è svolta la votazione che ha visto Stefanini eletto all’unanimità.

mar 092017
 
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Dal 20 febbraio sono entrati in vigore i menù relativi alla nuova assegnazione del servizio di ristorazione scolastica recentemente iniziato. Perché questa fase di avvio costituisca un momento di confronto con le famiglie, si ritiene necessario un incontro che si terrà martedì 14 marzo alle ore 15.30 alla scuola “De Amicis”, in via XXV Aprile.

Sarà l’occasione per un ascolto attento alle sollecitazioni delle famiglie in una prospettiva di miglioramento del servizio.

All’incontro saranno presenti: l’assessore alla Scuola, Maria Pia Bariggi, la responsabile del Servizio Istruzione del Comune di Fidenza, Isabella Onesti, il nutrizionista del Sian, dott. Nicola Bolsi, e la referente di Camst, Sabrina Giacobbe.

mar 072017
 
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Il fatto: l’8 novembre 2016 per la prima volta nella storia di Fidenza un Presidente del Consiglio viene in Città e viene per inaugurare il nuovo pronto soccorso. Non una sezione di partito. Non una cosa di parte. Viene per inaugurare un servizio per tutti, fatto coi soldi di tutti.

I fatti sono tristemente noti: si scatena una fogna mediatica in cui diverse persone scrivono minacce e offese di tutti i tipi. Contro di me e contro il Presidente del Consiglio.

Mi viene augurato un “cancro letale”, vengo chiamato “la merda cittadina”, “handicappato”, qualcuno invita alla ricerca di un cecchino, un professore che insegna a Fidenza rivela dalla sua pagina fb – seguita anche dai suoi studenti – di aver pensato di “prendere una spranga e spaccare la testa a sta merda”.

Nascono bufale a piene mani, dall’opposizione qualcuno scrive che addirittura mi attribuisco gli insulti che in realtà spettavano al Premier, come se fosse giusta la violenza verbale quando è indirizzata contro un avversario politico.

Denuncio la cosa e porto tutto all’attenzione della Procura ma… per la nostra opposizione il problema non sono gli insulti, non è questo inaccettabile clima d’odio, ma il problema sono io.

E così, in una nuova saga del talk #TuttaColpaDiAndrea, viene richiesto dalle minoranze un Consiglio comunale.

Voi direte: in un momento in cui le #fakenews e la violenza digitale sfociano nell’emergenza sociale, stavolta il Consiglio Comunale di Fidenza si riunirà per prendere una posizione condivisa, per dire no ai manganellatori da tastiera, da qualunque parte provengano. Si riunirà per dire che la rete è un diritto ed è un diritto per tutti.

NO 

Il Consiglio comunale è stato convocato dalle minoranze per cercare di processarmi ribaltando la realtà, per dire che sto cercando – teoria che ho già sentito – di intimidire i cittadini che hanno offeso e insultato, chiamandoli a rispondere di parole che a mio modo di vedere non possono far parte del dizionario di una Comunità solidale come la nostra. Trovo incredibile e surreale che di fronte alle montagne di odio che sono state smosse, il problema diventi chi denuncia le minacce e le vittime siano coloro che mi hanno augurato di morire in un modo atroce. Trovo incredibile fino a che punto possono condurre le opposizioni il loro livore e la loro cattiveria politica.

Magari sarò un ingenuo, ma mi avrebbe fatto piacere davvero sentire mezza, minuscola frase ma di sincera solidarietà dai nostri consiglieri d’opposizione. Senza se, senza ma, senza però. Sono ancora qua che sto aspettando.

Cosa resta alla fine di questa passerella della vergogna? Resta che chi i ha augurato di morire ha ottenuto il like – il mi piace – di un consigliere di minoranza. Resta che oggi è stato organizzato un Consiglio che qualcuno voleva utilizzare come Tribunale di parte e che, in realtà, è stato la fotografia fedele di un’arroganza senza limiti.